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Scheda SD danneggiata o corrotta, come recuperare i dati?

17 maggio 2016 - Articoli
Scheda SD danneggiata o corrotta, come recuperare i dati?

Qual è la procedura da seguire per recuperare i dati da una scheda SD corrotta o danneggiata? Per prima cosa, è bene evitare un errore tanto comune quanto pericoloso, che è quello di provare a formattare la scheda: il rischio, infatti, è quello di perdere la totalità dei contenuti che sono memorizzati e archiviati al suo interno. La formattazione, dunque, può essere eseguita solo dopo che i dati saranno stati recuperati.

In casi estremi, non si può fare altro che consegnare la scheda a un centro specializzato nel recupero dati: ma poiché questo comporta una spesa notevole, visto l’intervento di tecnici qualificati con l’ausilio di attrezzature professionali, è meglio tentare di risolvere il problema in prima persona, e solo in caso di insuccesso ricorrere alle società addette al recupero file.

Prima di cominciare, ad ogni modo, è opportuno provare ad adoperare un lettore di schede differente: per esempio, se si ha a che fare con un pc o con un computer portatile che è munito di uno slot per memory card che non vengono riconosciute nel momento in cui vengono inserite, prima di allarmarsi e pensare che la scheda SD sia corrotta o danneggiata è consigliabile provare a farla funzionare con un lettore di schede SD o con un altro computer; lo stesso si può dire nel caso in cui si impieghi uno smartphone. Spesso, infatti, il problema non sta nella scheda ma nel lettore.

disk-diggerUna volta appurato, però, che il problema è proprio della scheda, ci si può mettere all’opera: per raggiungere lo scopo desiderato, è necessario utilizzare un software che permetta di recuperare i dati salvati: sul web se ne possono trovare di diverso tipo, ma uno dei più diffusi e apprezzati è Disk Digger, che – per altro – è fondamentale anche nel caso in cui si abbia la necessità di recuperare i file eliminati per sbaglio.

In alternativa a questo programma si può provare con Zero Assumption Recovery, spesso conosciuto con l’abbreviazione ZAR.

In genere, tutti questi software funzionano nello stesso modo, e quindi le procedure valide per uno sono applicabili anche per tutti gli altri. Due accortezze vanno, comunque, tenute a mente: la prima è che non è certo che il ricorso a tali software consenta di recuperare i file (e, come detto, se non ci si riuscisse bisognerebbe rivolgersi a un centro di recupero dati); la seconda è che, con programmi di questo genere, i file non hanno più la propria denominazione originale.

disk-digger-scanEcco, quindi, cosa fare: dopo avere installato sul computer il programma selezionato, è necessario inserire la scheda SD corrotta o danneggiata nel pc, eventualmente impiegando un adattatore se ce n’è bisogno. Quindi, si apre il software. Attenzione: in alcuni casi per fare sì che il programma funzioni è richiesta la disattivazione dell’antivirus installato sul computer, il quale potrebbe interferire nel corso delle operazioni di recupero dei file. In realtà, la disattivazione non è indispensabile, e si può anche andare oltre questa richiesta. Nel caso in cui, comunque, si scelga di disattivare l’antivirus, per maggiore sicurezza è consigliabile disconnettersi da Internet.
A questo punto il software comincia a scansionare i dispositivi connessi al computer e, in particolare, la scheda SD inserita: il processo può durare per alcuni minuti. Al termine della scansione, viene mostrata una lista dei file che possono essere recuperati: una volta selezionati, è sufficiente specificare la cartella di destinazione in cui si desidera salvarli per completare il tutto, fermo restando che il processo di recupero potrebbe richiedere del tempo. Ed ecco fatto, i dati sono stati recuperati, senza spese e senza fatica.

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